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e’ sera…

E’ notte.
Il silenzio mi avvolge quasi soffocandomi.
Pian piano emergono i ricordi più intimi, quelli miei.
Quelli che restano per sempre.
Tu.
Tu sempre tu.
Se mi giro a guardare il mio passato non c’è momento in cui tu non ci sia stato.
Passeggiate durate intere ore a parlare a parlare.
La notte ad aspettare.
la notte… Cosi iniziò
Una notte di giugno, il caldo, l’afa la sigaretta e un sms…
Senza volerlo arrivò una risposta.
E da li non sei piu mancato.
Nemmeno in quel letto di ospedale.
Sotto la lampada, con un telo verde che mi impediva di guardare.
Girai il viso a destra e mentre scendeva una lacrima mi dissi ” lo so che sei con me”.
Da li a poche ore saresti sbucato da una porta per esserci anche in quel momento.
Con il tuo dolore e con il tuo amore. Lo stesso che mi baciava il ventre mentre lo accarezzava.
Ti amo e non immagini quanto.

Lui le diceva insistentemente ” ti amo..”
lei un giorno dopo aver litigato gli chiese a tel ” hai notato i miei occhi?”
lui, un po imbarazzato le rispose ” ho visto che eri bellissima, ma ad essere sincera non ho notato i tuoi occhi”
Lei capi…
e pensò ” avresti notato la tristezza profonda per la tua mancanza. io invece ho visto solo distanza….”

il senso di tutto…

Stanotte dormo con i miei figli.
Li guardo nella loro serenità e mi dico che è giusto cosi.
Per loro ho rinunciato a tanto.
Ho rinunciato al sorriso,
Al sentirmi donna,
Al sentirmi amata,
all’anima mia.
Non troverò più quella gioia di un tempo.Quella freschezza che caratterizzava ogni giorno della mia vita.
Non era più giusto .
Ore di attesa, giorni, mesi
per pochi minuti rubati.
Impedimenti dell’ultimo momento che rimandavano ancora una volta.
I suoi occhi sempre piu assetati di amore.
Sentirsi inerme davanti ad una realtà che ogni giorno uccideva sempre di più.
Ho scelto di morire.
Ma di lasciar vivere in modo dignitoso chi merita il meglio da ogni parte della terra….
Per questo sarò odiata da chi non conosce vie di mezzo .
E’ il prezzo piu caro che dovrò pagare.

i miracoli…

ci è voluto un po’ di tempo per riprendermi.
Per accettarlo.
Immaginare lo scambio dei regali.
Un bacio per ringraziamento.
Il sorriso che copre il proprio viso per l’attenzione avuta.
Togliere la parola all’innocenza per paura di far trapelare la verità.
L’unica: tutti insieme appassionatamente .

ricordo ancora cosa indossava , anni fa, l’uomo che amo la prima volta che abbiamo fatto l’amore: Jeans e camicia bianca di lino.
La camicia l’avevamo acquistata giorni prima insieme.
Quel giorno mi tremavano le gambe, ero emozionata.
Desideravo tanto quell’uomo ( ancora oggi, dopo tanti anni, è cosi)
Ridemmo tutto il tempo.
fummo una sorpresi l’una per l’altro.
Passammo giorni a raccontare di quei momenti indimenticabili.
Ancora oggi non mi stanco mai di amarlo come la prima volta

il tempo…

Ultimamente mi rendo mi rendo sempre piuù conto che la gente è sempre in cerca di stranezze.
Fa finta di cercare la serenità ma in realtà si addentra sempre di più in cose strane e non normali.
Vedi uomini che perdono ore davanti al computer a costruirsi una realtà lontana anni luce dalla verità.
Dipingono la vita dei soli colori che preferiscono, tanto non ci sarà niente e nessuno che potrà contestare…
Gente che prende contatti, amicizie e addirittura amori via rete.
Ormai tutti rifiutano la verità o meglio se ne costruiscono una a proprio compiacimento…
Che fine

dicembre

Percepisco stanchezza nell’aria:
l’attesa è ancora lunga ma il bisogno è tanto.
Io non ci sono.
Quando c’è bisogno io non ci sono.
E questo porta a dormire un po’ di piu rispetto a qualche tempo fa… dove niente avrebbe fermato o vietato un incontro.
Facilemente e, con troppa facilità, si rinuncia ad un’ occasione.
I bisogni, le esigenze non sono più le stesse.
Oggi lo percepisco.
è da qualche giorno che me lo chiedo ma le conferme arrivano sempre…tardi.
La lontanaza sta iniziando a dare i propri frutti…

48 ore…

Per alcuni sono poche … per altri un eternità.

Tornare da un viaggio lungo e stancante.
Affrontare la giornata, la prima, senza risparmiarsi ( non ti è permesso) .
Avrei voluto almeno che qualcuno pur non riuscendo ad accettare avesse avuto la forza e la pazienza di aspettare di considerare il momento.

Che angoscia appena 48 ore per mandare tutto all’aria.
Per ritornare a kilometri indietro.
Fare un salto nel passato di mesi e mesi.
Salutarsi come il qualunque estraneo che trovi per strada per caso dopo tanto tempo dicendo ” ciao alla prossima”.
Sono rimasta perplessa questa mattina a tal punto da non sapere se reagire o chiudermi in un silenzio.
Stasera un biglietto è stata l’ultimo capitolo di un libro di allegorie, dove tutto quello scritto e raccontato è giusto il contrario di quello che si vuole veramente intendere e soprattuto si pensa.

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